24/05/11

Grecia: default all'85% Ma lo sapevamo fin dall'inizio

aere perennius
Monumentum Exegi, Aere perennius.

Bene.

Dopo averne tante volte parlato qui un esempio per tutti, ci siamo: la Grecia, con interessi sui bond stabilmente oltre il 20%, veleggianti verso il 30%, con una economia definitivamente devastata dalla stretta economica imposta da BCE e FMI per concedere l'ultimo prestito/overdose, è ufficialmente in coma e non sono in vista antidoti.
La sua dipartita dal consesso delle nazioni solventi è data all 85%. il rating B-  (per quel che vale) è ad un passo da quelli dei junk-bonds di famigerata memoria.

 Già un anno fa, a parte il sottoscritto che per l'occasione "inventò" il termine backlash economy, si sapeva che il disgraziato paese non ce l'avrebbe fatta.
I numeri erano li per mostrarlo.
Troppo alto il deficit, troppo alto il debito accumulato, troppo debole e troppo sotto schiaffo l'economia, troppo sfilacciato il tessuto sociale, per poter pensare, credibilmente, di riuscire ad attuare un piano di recupero lacrime e sangue, come quello imposto dai creditori. Si è deciso, scientemente, di non decidere, SAPENDO, perfettamente, che si sarebbe distrutto un altro bel pezzetto di futuro e un sacco di risorse monetarie, morali ed umane nell'impossible intento di scansare l'amaro calice.
Alla fine il momento è arrivato e, questa volta, sarà la Grecia a dettare le condizioni.
Non avendo più niente da perdere, i politici ed i cittadini del paese metteranno la BCE di fonte ad un ultimatum: o accettate una PESANTE ristrutturazione del debito o la Grecia uscirà dall'Euro.
Ma la ristrutturazione non basterebbe, in ogni caso, a salvare l'economia del paese, ormai al tracollo.
QUINDI la Grecia farà probabilmente di più: chiederà una MORATORIA dei prestiti concessi E una ridiscussione degli interessi concordati dei medesimi.
I grandi istituti bancari Inglesi, francesi e tedeschi (ed anche italiani) che hanno speculato, forti dell'appoggio della BCE su questa triste vicenda, vedranno delle voragini aprirsi nei loro conti, con un impatto simile, in peggio a quello della crisi Argentina.
In alternativa, come pare più probabile, I maggiori istituti coinvolti nella vicenda, in qualità di azionisti di maggioranza, si faranno stampare dei bei soldini nuovi fiammanti dalla BCE a copertura delle loro malefatte ( l'hanno fatto le banche Amerikkane: perchè noi no?). L'inflazione indotta sarà compensata dalla recessione e deflazione striscianti e... "poggi  e buhe fanno pari" come si dice dalle nostre parti.
Ma questo è solo l'inizio di una lunga storia. Nonostante il nostro paese sia sempre nel'occhio del ciclone, quando si parla di debiti sovrani, i paesi che hanno guai più gravi di quello greco e che si sono tenuti su, sostanzialmente, con una operazione di signoraggio mediatico, politico, militare  e finanziario, stanno seguendo, in grande, la stessa inesorabile traiettoria. Sto parlando, ovviamente di USA e Gran Bretagna.
Anche qui, una rapida ricerca su questo blog vi convincerà che ne abbiamo parlato un certo numero di volte.Ecco un link a caso, tanto per smentire l'altrimenti lucida analisi di Wolfstep, quando afferma che nessuno si fosse mai occupato del rischio default USA.
Il Giappone, tanto per restare in tema, post Fukushima ( se per quello anche ANTE) è seriamente inguaiato.
Con un crollo verticale dell'economia ed un aumento verticale del debito, unito ad una probabile deflazione, DOVRA', necessariamente, seguire un percorso analogo, di "ristrutturazione" del debito.
In pratica, dopo il temporale dei mutui subprime, sta arrivando la tempesta perfetta, dopo la quale non tanto il mondo ma la percezione sociale che abbiamo di esso, saranno molto differenti.
E la Cina? Beh... la Cina rallenterà la crescita.
Ed andrà, DI CONSEGUENZA in default funzionale,  come sistema paese e non come Stato. In pratica:inciamperà sui suoi piedi, con l'economia uccisa da interessi troppo alti in rapporto alla rallentata crescita. Ma ovviamente la Cina NON ha una economia veramente libera e quindi non saranno le banche, come da noi, a dettare le condizioni ai governi, con l'arma della tempesta economica in mano. Sarà una BRUTTA crisi di crescita, con NOTEVOLI problemi sociali ed economici ma non c'e' bisogno che vi ricordi Piazza Tiananmen per capire che hanno i loro sistemi per riportare il tutto sotto controllo.
Insomma: India e Cina ne usciranno più rapidamente di noi, più forti di noi e, una volta per tutte l'occidente perderà il suo primato economico, finanziario, sociale e politico.
Dopodichè ci sarà da fare una transizione ad una economia ed una società sostenibili e non sarà una passeggiata per nessuno.
Vi chiederete perchè non vi subisso di statistiche, numeri et altra parafernalia, more solito, su queste cose.
Molto semplicemente sono ESATTAMENTE tre anni che ne scrivo e le cose non sono sensibilmente cambiate, da un punto concettuale, in questi mille giorni.
Al contrario di certi giornalisti che riescono a scrivere, con rinnovata lena, lunghe articolesse sugli ultimi elevati pensieri del politico di turno, da persona normale, a scrivere sempre sulle stesse cose MI ROMPO.
Portate pazienza, quindi se non articolo piu' estesamente.

Fonte articolo



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