01/06/11

NUCLEARE: SI VOTA

La Cassazione dice sì al referendum. Ma adesso occorre raggiungere il quorum, e non è facile considerato l'oscurantismo mediatico di regime. I partiti? Atteggiamento incoerente


Oggi è una bella giornata per la democrazia. Il tentativo di raggirare gli italiani e di sterilizzare un istituto di democrazia diretta previsto dalla Costituzione è fallito. E' fallito il trucchetto di fare un'abrogazione temporanea per non far votare gli italiani e vanificare tutta la campagna referendaria contro il nucleare. Una campagna che è avvenuta nel quasi totale silenzio degli organi di informazione e in particolare del servizio pubblico radiotelevisivo, che a oscurato il tema, non solo il nucleare. Ma in realtà tutti i temi referendari sono stati oscurati, cosa vuole dire questo? Questo vuole dire che siamo di fronte oggi a una sfida enorme, quindi chiedo a tutti di fare uno sforzo: c'è tanto materiale sul web Greenpeace ha lanciato una piattaforma ipazzisietevoi.org in cui è possibile non solo firmare ma anche attivarsi sia via web, sia scaricando i volantini che invitano i cittadini il 12 e il 13 giugno a votare. Chiedo a tutti: per favore andate sui siti, scaricate il materiale di Greenpeace se trovate altro materiale lo trovate anche sul sito fermiamoilnucleare.it stampatevelo a casa, mettete questo materiale nelle buche delle cassette delle poste del vostro palazzo, perché siamo di fronte ora a un situazione bizzarra nella quale si vota tra meno di due settimane, senza che ci sia stata un'adeguata campagna di informazione al pubblico.

Si poteva votare il giorno delle amministrative. Ma in Parlamento hanno bocciato l'ipotesi per un solo voto. In aula erano assenti 10 parlamentari del Pd e due di Idv. Ma i partiti, sul serio non vogliono il nucleare?

I partiti non hanno avuto un atteggiamento coerente e hanno sottovalutato la portata e in questo senso credo che soltanto negli ultimi giorni c'è stato un minimo di risveglio, per fortuna. C'è stata una sottovalutazione della rilevanza sociale che i temi posti dai referendum hanno per i cittadini. Solo con ritardo l'opposizione si è svegliata. Certo, meglio tardi che mai. Ma è certamente un segno che i partiti hanno poca sensibilità rispetto a quello che si muove effettivamente nel paese.

La Cassazione ha posto dei problemi sui comma 1 e 8. Che succede alle schede?

Da quello che abbiamo capito le schede verranno ristampate. Il tentativo del governo di abrogare le norme di cui si chiedeva l'abrogazione, ha fatto sorgere dei problemi ai comma 1 e 8. Perché i quesiti referendari non possono abrogare la parte che è già abrogata. Da quello che abbiamo capito le schede per gli italiani verranno ristampate, mentre si manterranno le schede degli italiani all'estero che erano quelle con il vecchio quesito. Gli italiani all'estero dovevano ricevere per posta le schede entro oggi e quindi non ci sarebbe più il tempo tecnico di ristamparle per loro.

Ora però inizia il bello...

Certo. Adesso il problema è arrivare al quorum. Non è una battaglia vinta. Se dal punto di vista dell'opinione pubblica noi sappiamo, e l'abbiamo visto anche in Sardegna, che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è contraria al nucleare, adesso perché il referendum sia valido bisogna arrivare al 50% più 1. Quindi è necessario che tutti coloro i quali hanno seguito, come voi, il tema, ci aiutino perché bisogna muoversi con canali, non con quelli standard che sarebbero la televisione e la radio, ma con canali come il web per cercare di colmare questo gap informativo che è terribile. Siamo di fronte, come abbiamo visto, a un oscuramento dell'informazione che è quasi da regime!

L'Italia aveva già detto no al nucleare. Forse il referendum, allora, andava fatto in senso opposto: chi vuole il nucleare... O no?

Non è possibile. Perché nella nostra Costituzione il referendum è solo abrogativo, quando un referendum abrogativo cancella delle norme per legge devono passare 5 anni prima che il Parlamento torni sulle norme abrogate. Purtroppo a noi manca lo strumento del referendum consultivo e quindi noi possiamo soltanto abrogare delle norme perché così è scritta la nostra Costituzione. Certo, forse introdurre l'istituto di un referendum consultivo non sarebbe male, però questo al momento non è possibile!

di Giuseppe Onufrio

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