20/07/11

Non dimentiCarlo: in morte della prima Cassandra.

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Esattamente 10 anni fa, il 20 luglio 2001 alle 17,27, moriva a Genova il giovane Carlo Giuliani. A quel tempo, il suo omicidio suscitò meno indigrazione delle vetrine rotte dei negozi genovesi.

Sono trascorsi 10 anni. Credo che, rivisti con gli occhi di oggi, i "fatti di Genova" appaiano molto ma molto meno strani ed eversivi di quanto si percepì allora. Si sono trasformati in una marcia di duecentomila Cassandre. Perché gli slogan di quei "noglobal" sono diventati i titoli dei giornali che leggiamo ogni giorno: il problema del debito, quello della Casta che dietro alti muri decide delle nostre vite, l'impoverimento delle popolazioni, la crisi economica, la questione dei migranti, le guerre, lo strapotere delle banche, la repressione poliziesca di chi osa alzare la testa. Proprio nell'anno del decennale, ne abbiamo viste di popolazioni in piazza con le medesime istanze, ne abbiamo vista di Polizia picchiare e spaccare teste coi manganelli. In Italia e altrove.

Di vetrine da rompere ce ne sono sempre di meno, i negozi chiudono. Gli Stati si mettono in fila per tentare scongiurare default inevitabili. La supplica che i duecentomila di Genova avevano levato dieci anni fa ai grandi della Terra, "ricordatevi di noi, lavorate per noi" è rimasta inascoltata e ora ne stiamo pagando una per una le conseguenze. Loro lo sapevano, non erano andati fin là solo per fare una passeggiata.

Carlo Giuliani è stato la prima vittima, la prima Cassandra a cadere. Tutte le altre vittime saremo noi, che ce ne siamo stati per dieci anni a fissare dentro l'abisso. E l'abisso, inevitabilmente, sta ora ricambiando lo sguardo.

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