20/10/11

Il Maronity Report

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 Mentre il problema fondamentale di milioni di italiani resta come scaricare il filmato hard di Belen senza incorrere nei cosiddetti fake o, peggio ancora, nel pornazzo della casalinga di Voghera, una sparuta minoranza di individui che al porno-marketing preferiscono la porno-politica si è data appuntamento sabato e domenica a Roma. Lo scopo era quello di consentire ad una secondo minoranza, ancora più sparuta, di riempire le pagine dei giornali, in modo che una terza sparutissima minoranza, la minoranza sparuta per eccellenza, potesse finalmente spostare l'attenzione dalla crisi alla nuova emergenza reale del Paese: come fare in modo che i pochissimi italiani che ancora non si occupano di Belen smettano perlomeno di occuparsi di politica e stiano lontani dal palazzo.

 Le idee geniali di Maroni sono sotanzialmente due. Uno: far pagare prima, ai manifestanti, i danni che forse, poi, chiunque altro potrebbe fare. Due: arrestare, prima, i cittadini che, poi, commetteranno un reato. Siamo al livello della Precrime di Minority Report. Ve li vedete Maroni, Manganelli e La Russa immersi in una vasca a fare i precog, con tutta una serie di cavi, cavetti e sensori che fuoriescono dalla testa? Ecco, avete appena immaginato il famoso Maronity Report. Che poi è l'unico modo che hanno di essere connessi a qualcosa, in Italia, visto che la banda larga non sanno neppure cosa sia.

Roberto Maroni Maronity Report



 Che lo scopo sia quello di togliere ai cittadini i loro diritti (manifestare liberamente è una delle attività principali che rendono tale una democrazia) è evidente: basta riflettere sul fatto che le leggi esistono già. Facciamo un esempio. Se le Ferrovie dello Stato scoprissero che ci sono molti viaggiatori che prendono il treno senza aver pagato il biglietto, a quale soluzione penserebbe un qualsiasi amministratore delegato con almeno la terza media? Aumenterebbe i controlli sui convogli. Metterebbe più controllori e farebbe una multa immediatamente esigibile a chi è beccato senza titolo di viaggio. Se invece l'amministratore delegato fosse Maroni, agirebbe su due fronti. Per prima cosa aumenterebbe il biglietto a quelli che già lo pagano, perché così se si scopre che qualcuno ha viaggiato a sbafo, i soldi si possono defalcare direttamente dai portafogli dei viaggiatori corretti. Poi metterebbe degli energumeni alla stazione di partenza con il compito di fermare cittadini a caso, di cui qualcuno doveva prendere sicuramente il treno e qualcun altro no, e trattenerli fino alla fine del servizio. Così, se per caso avessero voluto prendere il treno senza fare il biglietto, sarebbe stato loro impossibile.

 Una volta si diceva: "punirne uno per educarne cento". Qui siamo oltre. Qui siamo al "punirne a caso senza educarne nessuno", a campione. Se stai sul cazzo al controllore, quello ti ferma legalmente e tu non parti. Si inverte il principio garantista alla base del nostro sistema giudiziario. Una volta eri innocente fino a prova contraria: ora, fino a prova contraria, sei colpevole. Anzi, anche con la prova contraria, perché l'arbitrarietà totale non implica necessità di giustificazione alcuna.

 Chiedere una fidejussione a chi organizza una manifestazione è come chiedere gli alimenti al marito prima che sposi la moglie. Se mai dovesse passare questo abominio, d'ora in poi dovrete pagare prima per qualsiasi cosa. Al supermercato dovrete anticipare la restituzione di quello che potreste rubare se entrate per fare la spesa. Se andate a vedere il Cenacolo di Leonardo Da Vinci dovrete pagare anticipatamente il costo del restauro nel caso vi venisse in mente di danneggiarlo. E quando ritirate la vostra busta paga, scoprirete di avere pagato molte più tasse rispetto al dovuto per pagare il buco nel gettito di tutti quelli che decideranno di non pagarle.

 Ah no, scusate: questo lo fate già!

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