25/03/12

BTP Italia: quale il VERO rendimento. Le lacune di Ministero e media

Il BTp Italia, un bond che doveva essere semplice, ma che invece si è presentato con errori nelle stesse simulazioni del Ministero, non rilevati da nessun giornale italiano. Ecco il vero rendimento.

Ieri sera è stato svelato finalmente il tasso reale sul BTp Italia di cui vi abbiamo parlato nelle ultime 2 settimane, cercando sempre di fare luce su questa forma di investimento. Abbiamo provato a fare chiarezza sulle condizioni del Btp Italia, operazione questa non facile  in mezzo alla miriade di cori dei vari media italiani che non facevano che ripetere come dei pappagalli i comunicati di Ministero, Debito pubblico e Borsa italiana SpA, senza che nessuno di questi media si sia mai preso la briga di controllare dati e numeri ufficiali e di spiegarli ai piccoli investitori a cui tale Btp era destinato per stessa ammissione del governo.
L’unica voce fuori dal coro era stata quella di Beppe Scienza (ecco il suo sito personale) , l’unico che si sia accorto che il prospetto del Ministero era anomalo. L’unico che si sia accorto del “rumore” di cui il web è stato invaso  a proposito di questo BTp (arrivando a definirli “pompati da giornalisti e pretesi esperti, specializzati nell’applauso”).

Bene, noi ci siamo presi la briga di controllare dati e numeri, ecco quello che abbiamo scoperto.
La tabella di simulazione del Ministero, in base alle formule stesse dichiarate, secondo noi è sbagliata. Vi forniamo una nostra versione con la simulazione dei rendimenti, lordi e netti del BTp Italia. Con ovviamente le dovute limitazioni in quanto si tratta solamente di una simulazione (vi ricordiamo che questo Btp ha un rendimento che dipende dall’inflazione, quindi varia nel tempo).

SIMULAZIONE: INFLAZIONE COSTANTE DAL 2012 AL 2016 E PARI AL 2% ANNUO
Prendiamo il caso in cui l’inflazione per i prossimi 12 mesi, ovvero dal 26 marzo 2012 al 26 marzo 2013, sia pari al 2% annuale.
Un 2% di inflazione annua è pari all’incirca all’1% di inflazione semestrale (leggerissimamente meno).
Il tasso reale, come abbiamo detto, offerto su questo BTp Italia è del 2,45% annuo, ovvero del 2,45/2=1,225% semestrale. E a noi interessa il semestrale.
Ecco la nostra tabella (* vedi alla fine dell’articolo come l’abbiamo calcolata), basata su Euro 1000 di investimento, il taglio minimo.



Confrontate questa tabella con quella diffusa dal ministero, qui a destra. Nella tabella del Ministero l’interesse reale ipotizzato è il 2%, quello che ci sembra anomalo è l’asimmetria tra semestri pari e semestri dispari. Basta guardare la rivalutazione del capitale che nei semestri pari è doppia rispetto a quella dei semestri dispari. Tale asimmetria è stata notata per la prima volta da Beppe Scienza.
Riportiamo il suo discorso “Il vero problema è che dai documenti in Rete il meccanismo del titolo non è chiaro: funziona come i Btp-i o davvero è diverso, come scritto nei comunicati stampa, e cioè liquida l’inflazione passata con le cedole anziché incorporarla nella rivalutazione del capitale? Vari riferimenti, in particolare al coefficiente d’indicizzazione, indurrebbero alla prima ipotesi, come quando a pag. 2 della Scheda di approfondimento del titolo si legge che “La rivalutazione del capitale nominale sottoscritto e delle cedole avviene attraverso il Coefficiente di indicizzazione (CI)” che è esattamente come per i Btp-i. Sviscerando i vari documenti si arriva però alla seconda interpretazione.
 Al che uno può dire: “Sei tu, Beppe Scienza, che sei cretino e hai difficoltà a capire”. Giudicherà ugualmente scemi i vari gestori che mi hanno espresso le stesse perplessità, che essendo amici miei saranno idioti anche loro. Però dovrà attribuire la patente di imbecilli pure a quelli di Bloomberg, visto che secondo loro il Btp Italia ha la stessa struttura dei Btp-i. La tesi alternativa è che i documenti del Tesoro siano redatti malissimo.

Secondo noi l’asimmetria di cui parlavamo prima non dovrebbe esserci. In ogni caso se nessuno riesce a determinare con certezza il rendimento di questo Btp, tanto che stiamo continuamente cercando di discutere della nostra simulazione e incontriamo pareri diversi, a volte discordanti tanto che questo stesso articolo è diventato un “work in progress” con continue modifiche, questo per noi costituisce un errore da parte del Ministero, se non altro di comunicazione e di chiarezza, dal quale ci si aspetta la perfezione in una grande occasione come questa, ma anche di grandi giornali e Tv, incapaci di controllare, per poi spiegare quale sia il reale rendimento del Btp, e soprattutto come si arriva a tale rendimento.

Come vediamo, il rendimento reale da noi simulato di questo BTp Italia è dato dall’ultima colonna, che comprende anche la detrazione del 12,5%.
Dopo il 1° anno avremo ricevuto dal Tesoro italiano due pagamenti, pari a 21,95 e 19,47 euro al netto delle trattenute, che fanno un totale netto di 41, 42 Euro.
Dunque, il rendimento percentuale del 1° anno del BTp Italia secondo la nostra simulazione è del 4,142% netto, diverso dal rendimento del 1° anno nella simulazione del Ministero che è pari al 4,03%. Se il rendimento del primo anno fosse quello più alto si sarebbe anche potuto dichiarare al pubblico un miglior rendimento teorico, con maggiore appetibilità di questo investimento che noi, come sito, abbiamo comunque visto positivamente, in quanto preferiamo che il nostro debito pubblico sia maggiormente in mani italiane che in quelle di banche straniere pronte a farci sgambetti come quelli dello scorso novembre (quando la vendita massiccia di Btp da parte di banche francesi e tedesche contribuì a far salire il famigerato spread).

Ora se questi soldi siano in grado di combattere efficacemente l’inflazione reale, che tutti noi vediamo essere maggiore dell’inflazione stimata dall’Istat, è un’altro paio di maniche.
Non vi nascondiamo che leggere le tabelle sul Btp Italia non è stata impresa semplice. E crediamo che tanti italiani “retail” si siano trovati nelle nostre condizioni. E dire che, almeno stando agli spot del governo, questo Btp doveva essere riservato alle tante famiglie italiane normali.

Ultima nota: se, come fatto osservare nel nostro forum, l’inflazione dovesse crescere, e al contempo lo spread Btp Bund dovesse scendere, il rendimento di questo Btp potrebbe assumere una luce assai più positiva.
Certo che sperare nella crescita dell’inflazione non è il massimo.

Tabella riveduta dei rendimenti a cura di giamyx (esperto obbligazionista e forumer della sezione Obbligazioni & Titoli di Stato del nostro Forum ).
Hanno inoltre collaborato alla stesura di questo articolo Woolloomollooo (esperto obbligazionista e storico forumer), e Yunus80 (altro grande esperto di obbligazioni e storico forumer).

* Come abbiamo calcolato la tabella
L’autore della tabella è partito da un documento proprio del Ministero, la Scheda di approfondimento, che spiega che
Cedola = (tasso reale /2) x (coefficiente di indicizzazione) x (Capitale nominale sottoscritto).
Il foglio Excel del calcolo è visibile al seguente indirizzo:Btp-Italia-rendimento.xls

Fonte articolo

Nessun commento:

Posta un commento